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LO SGUARDO NARRATIVO

Hai letto il Decalogo?
Qui quello sguardo diventa uno strumento concreto.
Due momenti distinti: prima osservi cosa è successo dentro di te. Poi, se vuoi andare più a fondo, guardi che tipo di relazione quella storia stava cercando di costruire con te.

PRIMO MOMENTO — Cosa mi ha fatto?

Subito dopo aver vissuto una storia, chiediti:

🖼️ 1. L'Impronta Visiva 

Cosa vedi ancora? Un dettaglio, una scena, un'immagine rimasta in testa.

Perché conta: Le immagini che restano si integrano nel tuo repertorio interno e diventano parte della tua "biblioteca" di significati. Più sono vivide, più sei entrato nella storia.

💓 2. La Risonanza Fisica

Cosa hai sentito nel corpo? Tensione, leggerezza, calore, fastidio — qualcosa che si è mosso fisicamente.

Perché conta: Non reagiamo al mondo in modo neutro. Sentiamo anche in base a come siamo stati allenati a sentire. Se non c'è stata emozione nel corpo, è rimasta solo informazione.

💭 3. La Sfida al Pensiero

Cosa è apparso che prima non c'era? Un dubbio, una domanda, un pensiero nuovo, una prospettiva che non avevi considerato.

Perché conta: Le storie espandono ciò che puoi immaginare. Alimentano il tuo capitale semantico — il patrimonio con cui dai senso al mondo — offrendoti nuovi strumenti per leggere ciò che accade.

🗣️ 4. Il Desiderio di Condivisione

C'è qualcosa che vuoi raccontare a qualcuno? Una scena, una frase, un'emozione che vuoi condividere — anche solo una cosa.

Perché conta: Il desiderio di condividere è il segnale più affidabile che una storia ha lasciato qualcosa di reale. Si distinguono così le storie che nutrono da quelle che si limitano a trattenere l'attenzione.

Queste quattro domande descrivono cosa è accaduto dentro di te.

Non dicono ancora nulla sulla storia.

Riconoscere cosa ti ha fatto una storia

non è un giudizio di valore, è un'osservazione.

E come tutte le osservazioni, si allena.

Per questo serve un secondo momento.

ATTENZIONE

Non è una checklist.

Non serve rispondere sì a tutto.

A volte cerchiamo svago. A volte profondità. Entrambe hanno valore. 

La differenza è saperlo riconoscere.

La consapevolezza non limita la libertà. 

La rende più lucida.

SECONDO MOMENTO — Che relazione voleva costruire con me?

Ora non guardiamo solo cosa è successo dentro di te. Guardiamo anche la storia.

Perché esiste? Vuole aprirti uno spazio — farti sentire, capire, immaginare qualcosa di nuovo? O vuole solo trattenerti? La funzione di una storia non è sempre quella dichiarata.

Come ti tratta? Ti lascia spazio per immaginare e pensare con la tua testa? O ti guida ogni emozione, ogni interpretazione, senza lasciarti mai libero?

Cosa resta dopo? Una domanda aperta. Una prospettiva nuova. Un cambiamento — anche piccolo. O solo il bisogno immediato della prossima storia?

Stavi scegliendo tu? Potevi fermarti? Prendere distanza? O ti teneva attaccato senza che te ne accorgessi?

Nei laboratori

Partiamo sempre da una storia concreta: un video, una canzone, un brano, un'immagine.

La viviamo insieme. Poi usiamo questi due momenti per osservare cosa è accaduto.

 

Non per giudicare.

Per capire meglio cosa fanno le storie dentro di noi.

Vuoi tenere questi suggerimenti a portata di mano?

Lascia la tua email e ti mando il poster in formato stampabile.

Hai una storia che ti ha fatto immaginare, sentire, pensare e che ti è rimasta dentro?

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La forza di una storia

non è in ciò che dice.
È in ciò che fa accadere.
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